LA ROTTAMAZIONE: UN FALLIMENTO

I frigoriferi, le auto, i mezzi pesanti, alcuni elettrodomestici, senza dubbio, dopo un certo numero di anni, vanno messi fuori dal mercato e ciò perché la tecnologia è in grado di offrire prodotti più efficienti e più efficaci e, al tempo stesso, per ridurre il tasso di inquinamento prodotti, soprattutto nel comparto delle auto, da particolari tipi di motori.

Nel campo invece delle attività professionali e anche in quelle più spiccatamente legate alla politica, l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ritenuto opportuno seguire la stessa logica usata nel comparto industriale. Secondo tale impostazione le competenze rese per molti anni vanno allontanate dalla macchina socio economica del Paese perché portatrici di interessi consolidati, perché innamorate di schieramenti precostituiti, perché restie a logiche riformiste, perché, in termini puramente esistenziali, “vecchie”.

Ebbene, dobbiamo essere riconoscenti all’ex Presidente Renzi perché ha avuto il coraggio di dare attuazione concreta, nei mille giorni di governo, ad un simile convincimento, ad una simile linea strategica.

Questi mille giorni di sperimentazione hanno prodotto leggibili e misurabili risultati: nel comparto politico la scissione di un Partito (unico Partito storicamente strutturato) come il Partito Democratico, nel comparto degli investimenti il crollo nella approvazione e nell’avvio delle infrastrutture, in proposito è sufficiente un dato: in mille giorni solo quattro convocazioni del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) preposto, tra l’altro, alla approvazione dei progetti infrastrutturali e quindi avvio operativo di pochissimi nuovi interventi; nel comparto delle riforme sono misurabili alcuni risultati eclatanti: la riforma della Costituzione, la riforma della Legge elettorale, la riforma della scuola, tutte, ripeto tutte, fallimentari.

Potrei continuare ad elencare gli insuccessi e le tristi constatazioni delle negatività di una scelta sbagliata.

Ma, come detto prima, dobbiamo ringraziare Matteo Renzi perché ha voluto attuare una simile scelta e, in tal modo, oggi siamo in grado di motivare l’assurda impostazione, l’assurda motivazione ideologica, il rilevante danno prodotto, in alcuni casi,  addirittura irreversibile.

Se Renzi non fosse stato artefice di questo risultato tutti avremmo continuato ad utilizzare gratuiti slogan quali: largo ai giovani, cambiare l’aria nella gestione del Paese, distruggiamo gli interessi consolidati, ecc.

Oggi la renziana sperimentazione ci ha fatto capire che l’uomo è diverso da un frigorifero.

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