Circa un mese fa avevo ricordato che era comparsa su pochissimi giornali una notizia davvero preoccupante, la notizia era: “Asta Tesoro, domanda modesta tassi in calo”. Arne Lohmann Rasmussen, analista di Danske Bank, aveva dichiarato a Bloomberg che “la domanda modesta è segno che l’interesse degli investitori si è ulteriormente indebolito”. Ebbi modo di precisare che questo comportamento era legato proprio alle scelte ed ai comportamenti del nuovo Governo, scelte che necessariamente allontanano dal nostro Paese gli investitori, allontanano dal nostro sistema economico gli interessi dei mercati.

In questi ultimi giorni è apparsa, sempre su pochissimi giornali e senza alcun commento, un’altra notizia: “Quasi 25 miliardi di titoli di Stato italiani sono stati venduti a maggio dagli investitori esteri”. Con i dati diffusi in questi giorni dalla Banca d’Italia c’è la conferma della parziale uscita dal Btp da parte degli investitori non residenti; addirittura la vendita è stata più ampia, se si considerano anche azioni e obbligazioni non governative, con queste ulteriori operazioni si raggiunge la soglia dei 33 miliardi.

Una settimana fa la Confcommercio – Conftrasporto alla luce dei primi dati del primo Osservatorio trasporti, attraverso il Vice Presidente Palo Uggè, ha comunicato che il traffico sia dal lato delle merci che da quello passeggeri cresce di meno. Nel primo semestre 2018 il traffico merci è cresciuto del 2,5% contro il 3,3% dello stesso periodo dello scorso anno. Entrando nello specifico del trasporto merci c’è una previsione, nel prossimo semestre, di una discesa al 2,3%. È calato inoltre il numero delle aziende di autotrasporto da oltre 85.000 all’inizio del 2016 a 82.000 nel primo semestre del 2018. Non possiamo dimenticare che agli inizi del 2008 quando la Banca d’Italia, la Confindustria, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Fondo Monetario Internazionale, prevedevano una crescita del Prodotto Interno Lordo nel triennio 2009 – 2011 dell’Unione Europea del 2,7% medio e dell’Italia del 2,1%, il mondo dell’autotrasporto preannunciò, sulla base di chiari ridimensionamenti negli ordinativi, quella crisi che abbiamo poi subito per circa un decennio. In più occasioni infatti ho ricordato che le aziende cui compete la movimentazione delle merci sono vere “sentinelle” della evoluzione o della involuzione della economia nazionale e internazionale.

Questi tre indicatori, questi misurabili segnali di ingresso in un possibile nuovo periodo di crisi non sono, a mio avviso, vissuti responsabilmente da alcuni membri del Governo.

È davvero strano il comportamento assunto sull’ILVA; una altalena ed un ripensamento che rendono sempre più inaffidabile il nostro Paese.

È inconcepibile che il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro produca un provvedimento che, invece di creare nuovi posti di lavoro, ne annulla circa 8.000 unità ogni anno, e non accetta che nessuno possa mettere in dubbio tale provvedimento anche se a fornire dati analitici sia il Presidente dell’INPS.

È preoccupante che il Vice Presidente del Consiglio Di Maio continui a confermare la prossima emanazione di leggi come quella che introduce la Flat Tax o il Diritto di Cittadinanza; anticipazioni fortunatamente non confermate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.

È quanto meno irresponsabile non voler approvare, come annunciato, il nuovo accordo commerciale tra l’UE e il Canada (CETA), un accordo che semplificherà l’esportazione di beni e servizi, con conseguenti vantaggi per i cittadini e le imprese nell’UE e in Canada.

Ed infine genera sconcerto la scelta di bloccare i lavori in corso relativi al nuovo collegamento ferroviario Torino – Lione o a quello relativo al collegamento Genova – Milano (al cui interno c’è il tunnel ferroviario lungo 39 Km Terzo valico dei Giovi) o quello relativo all’asse ferroviario AV/AC Brescia – Verona – Vicenza – Padova. Un blocco motivato dalla necessità di effettuare ulteriori analisi costi benefici; una motivazione mediatica che significa solo “mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale di blocco di queste opere”.

Questi comportamenti aumentano in modo irreversibile la poca affidabilità del nostro Paese e ci avvicinano sempre più verso una rischiosa crisi economica. Spero solo di sbagliarmi ma i tre segnali prima descritti lasciano purtroppo sperare poco.

One comment

  1. Ercole,
    ti apprezzo e ti ammiro per tutto quello che esprimi, ma sopratutto per la tua voglia di operarti ancora per il tuo Paese, cercando di sensibilizzare le persone con le tue riflessioni.
    Ti apprezzo e ti ammiro perché evidentemente sei ancora ottimista sul fatto che le persone competenti e coscienziose di questo Paese possano dire ancora la loro ed attivarsi per il bene della Nazione.
    Io, purtroppo sono pessimista.
    Aver visto giurare quali Ministri della Repubblica personaggi senza cultura, senza ne arte ne parte, che nella loro vita non hanno fatto nulla se non dimostrare invidia per le persone di successo che per questo vanno insultate e denigrate;
    persone che hanno solo fatto annunci, senza fare mai nulla;
    persone che non conoscono le regole dello stato civile,
    persone che sfruttano le difficoltà economiche del momento per aizzare le folle, ma senza proporre soluzioni ai problemi;
    persone che parlano malissimo del passato ma che non danno prospettive per il futuro;
    persone che si ritrovano Ministri del lavoro senza aver mai lavorato;
    persone che anche con titoli accademici, come il Presidente del Consiglio dimostrano di non conoscere le più elementari
    regole dello stato di diritto;
    persone che la mattina si fanno dire dagli strumenti Social quale è la dichiarazione che quel giorno gli fa avere maggiori consensi;
    etc, etc.
    Tutto questo nasce a mio giudizio dal fatto che da anni la cultura del Paese è andata sempre più diminuendo.
    Il Popolo ha formato la propria cultura non più sui libri di scuola, ma guardando in televisione Talk Show dove chi più strilla ha
    più ragione.
    Le menti eccellenti sono andate via dall’ Italia e nel frattempo abbiamo importato sotto cultura dai paesi poveri.
    I nostri Imprenditori sono dovuti scappare perché visti come sfruttatori degli operai e non come uomini di successo che creavano lavoro.
    Tutti reclamano Diritti, ma nessuno parla di Doveri.
    Abbiamo perso ogni riferimento di quello che deve essere uno Stato Civile e Democratico.

    Per una volta voglio passare dalla parte degli Invidiosi e quindi invidio la tua voglia di contrastare tutto questo, invidio la tua determinazione, invidio la tua lucidità di pensiero……………..
    Con grande stima e rispetto.

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