Riporto alcune dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio in merito al parere rilasciato dall’Avvocatura dello Stato sulla gara relativa all’impianto siderurgico dell’ILVA di Taranto.

Secondo noi c’è stato eccesso di potere, l’atto è illegittimo”. Di Maio sottolinea che “c’erano tutti i presupposti normativi per permettere i rilanci che non sono stati concessi” e aggiunge “se una azienda ci chiedesse di partecipare alla gara, noi potremmo revocarla”.

Sempre il Vice Premier ha parlato di un “delitto perfetto fatto dallo Stato creando una procedura piena di vizi, di illegittimità” e ancora “Mittal è sempre stato in buona fede, resta l’interlocutore e i sindacati devono parlarci”.

Sicuramente non sarò solo io a rimanere sconcertato da simili dichiarazioni e, devo essere sincero, avverto davvero paura e preoccupazione nell’essere all’interno di un Paese in cui un Vice Premier rilascia simili dichiarazioni. Allora facciamo un passo indietro e tentiamo di leggere alcuni passaggi:

  1. l’ANAC solleva serie preoccupazioni sulla gara di affidamento, ad Arcelor Mittal, del centro siderurgico di Taranto, ma, sempre l’ANAC precisa che ogni decisione compete al Ministro
  2. l’Avvocatura dello Stato, a detta del Ministro Di Maio, ha ritenuto la procedura ricca di vizi e di difetti
  3. il Ministro di fronte a simili denunce palesi conclude che Mittal resta l’interlocutore

Nasce, pertanto, spontanea una prima domanda: se un Ministro dispone di pareri che denunciano vizi o difetti procedurali in una gara che assegna non la realizzazione di una pista ciclabile ma di un impianto siderurgico per diversi miliardi di euro, può solo fare denunce mediatiche e non assumere immediate decisioni capaci di ripristinare legittimità all’intero iter procedurale?

Nasce anche una seconda domanda: può il Ministro dichiarare “se una azienda ci chiedesse di partecipare alla gara, noi potremmo revocarla”, cioè può il Ministro ammettere una simile potenzialità procedurale sapendo che nell’iter di gara non c’era solo Arcelor Mittal ma anche un altro raggruppamento?

Poteva il Ministro aprire un tavolo di trattativa con la Società vincitrice della gara chiedendo offerte più vantaggiose modificative in modo sostanziale della offerta senza interloquire contestualmente con l’altro partecipante?

Errori comportamentali, errori procedurali che precludono, a mio avviso, ad un blocco reale di tutta la operazione ed alla contestuale apertura di una crisi irreversibile della città di Taranto, del porto di Taranto, di un bacino socio economico chiave della intera economia pugliese.

Questa assurda gestione di una tematica così delicata e al tempo stesso così essenziale per le sorti di una vasta area del Mezzogiorno del Paese ha però una triste e, come dicevo all’inizio, preoccupante finalità: denunciare le negatività dei Governi precedenti e in tal modo caricare ulteriormente il dissenso per schieramenti politici del passato e contestualmente non deludere la base elettorale del Movimento 5 Stelle convinta della chiusura dell’impianto. Una base elettorale  che giornalmente si droga di simili dichiarazioni e dimentica, penso però per poco, la serie di promesse e di certezze prodotte dal Movimento in campagna elettorale.

E’ evidente che questo torpore sta per finire e quanto prima questi chiederanno la concreta attuazione di alcune promesse di valenza nazionale (Reddito di cittadinanza, Flat Tax, Abrogazione della Legge Fornero) altre di valenza locale (il superamento dell’emergenza ILVA, il blocco della TAP). Le risposte forse non arriveranno mai e quindi rimane solo una possibile linea strategica quella di caricare di odio e di distrarre mediaticamente la base elettorale. Di Maio commette, però, un grave errore, infatti un simile comportamento quando verrà scoperto produrrà due distinti fenomeni: il proliferare di forme eversive ed il crollo immediato del consenso.

One comment

  1. A mio modesto parere la posizione espressa é di natura eminentemente politica mentre, conoscendo bene Ercole, l’iniziativa dovrebbe avere una valenza squisitamente tecnica. Non si tratta di valutare le reazioni dei cittadini votanti ma i risultati ottenuti e, nel caso dell’ Ilva, a me pare che il problema sia stato risolto pur tra incongruenze e contraddizioni. Da contestare per contro la facilità estrema di dare giudizi e pronunciare sentenze da parte di alcuni esponenti del Governo che non esitano a parlare senza essere a conoscenza delle tecnicalità che i loro ragionamenti sottintendono ( messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica, blocco dei finanziamenti alla UE e quant’altro). Mi limiterei a questo senza sottacere le reazioni scomposte e totalmente insostenibili di alcuni Commissari europei che non rispettano i cittadini italiani ( Ottingher) e pronunciano osservazioni destituite di fondamento, fuorvianti ed offensive ( Moscovici)
    Parliamo di tecnica, di politica dei trasporti, di rapporti con l’Europa ma sempre in ottica tecnico professionale.
    Grazie. Piero Onofri

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