Purtroppo spesso perdiamo anche la memoria corta, mi riferisco al fatto che l’attuale Governo è stato varato dopo una lunga sofferenza legata ad una preoccupante esigenza: pieno rispetto dell’assetto comunitario sia sul fronte delle clausole istituzionali, sia su quello relativo al mantenimento del Paese all’interno dell’eurozona. Non possiamo infatti dimenticare che un vecchio articolo del Professor Savona su possibili itinerari da seguire in caso di rivisitazione del Paese nei confronti della Unione Europea, insisto solo un semplice articolo, aveva portato il Presidente della Repubblica a non accettare l’elenco dei Ministri proposto dal Presidente del Consiglio Conte. Quindi solo un articolo, solo una ipotesi teorica prodotta dal professor Savona aveva compromesso la formazione del Governo in quanto al suo interno compariva il Professor Savona nel ruolo di Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Dopo praticamente tre mesi è esplosa una vera azione anti comunitaria che non avremmo mai immaginato.

  • I due Vice Premier Di Maio e Salvini anno dichiarato che non verseranno la quota annuale di partecipazione del nostro Paese alla Unione Europea denunciando anche che il nostro Paese versa annualmente 20 miliardi e ne riceve appena 16 miliardi. Tale scelta è stata motivata dal comportamento della Unione Europea nel non accettare una quota di 177 migranti imbarcati da una nave della Marina Militare italiana e bloccata nel porto di Catania.
  • Sempre il Vice Premier Di Maio ha ribadito: “le considerazioni del Commissario al Bilancio della Unione Europea Guenther Oettinger sono ipocrite; zitti su tutta la questione della Diciotti adesso si fanno sentire solo perché hanno capito che non gli diamo più un euro. La nostra posizione sul voto al bilancio resta, se poi nei prossimi giorni vorranno cominciare a riscoprire lo spirito di solidarietà con cui è stata fondata l’UE, allora ne parliamo,”. Subito dopo Oettinger ha precisato: “Tutti gli Stati dell’Unione Europea si sono assunti l’obbligo di pagare i contributi nei tempi stabiliti. Tutto il resto sarebbe una violazione dei trattati che comporterebbe penalità”
  • Il Vice Premier Salvini ha incontrato a Milano il Premier ungherese Orban e dopo l’incontro ha dichiarato la piena condivisione con il premier ungherese sul concetto di “confine”, anzi sulla opportunità di difendere i confini della patria.
  • Inoltre il Premier Conte d’accordo con i due Vice Premier ha anche dichiarato che il nostro Paese non approverà il bilancio della Unione Europea.
  • Non possiamo, inoltre, non tener conto delle crisi interne alla steso schieramento giallo verde, in particolare i capigruppo M5S di Camera e Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli hanno dichiarato: “L’incontro tra Matteo Salvini e Viktor Orban di martedì va considerato come un incontro solo ed esclusivamente politico e non, dunque, istituzionale o governativo. I Paesi che non aderiscono ai ricollocamenti per noi non dovrebbero più ricevere i fondi europei. E tra questi, al momento, c’è anche l’Ungheria. I Paesi che nemmeno si degnano di rispondere alla richiesta d’aiuto dell’Italia, ignorando la necessità di condividere l’accoglienza, per noi non dovrebbero più ricevere i nostri soldi”.

Questi comportamenti, queste fibrillazioni denunciano chiaramente un convinto ritorno alle condizioni antecedenti a Schengen. In soli tre mesi il nostro Paese ha praticamente distrutto nove anni di lavoro che avevano trasformato una Europa degli Stati, una Europa dei confini, in Unione Europea.

Ed allora nasce spontanea una domanda: come mai tanta attenzione al mantenimento del nostro impegno comunitario in fase di definizione dell’attuale Governo sia poi stata disattesa integralmente dall’attuale Governo. Indipendentemente dai rischi che corriamo nell’assumere simili linee comportamentali, dimentichiamo che il ritorno ad un sistema delle comunicazioni pre Schengen significa produrre un danno alla logistica del nostro Paese, cioè al mondo dell’autotrasporto pari a circa 4 miliardi di euro l’anno.

Ho voluto precisare questo immediato danno perché non approvare il bilancio comunitario o non versare la nostra quota annuale alla Unione Europea sicuramente rimarrà solo una gratuita denuncia dell’attuale Governo, una denuncia mirata solo a mantenere viva la tensione e l’attenzione di una base elettorale che comincia a misurare la inconsistenza gestionale dell’attuale maggioranza. Invece il ritorno ai “confini”, il ritorno ai “controlli” produrrà un immediato danno ai nostri autotrasportatori e sono sicuro che nei prossimi giorni le varie organizzazioni chiederanno un immediato incontro al Governo perché un allungamento dei tempi produce un immediato aumento dei costi dell’intero processo logistico e questo costo non può gravare sugli autotrasportatori ma graverà sui costi di produzione e automaticamente l’attività produttiva del Paese perderà di competitività.

Nasce così una immediata considerazione: forse il Presidente della Repubblica era preoccupato non tanto della presenza del Professor Savona nel ruolo di Ministro dell’Economia e delle Finanze ma della carica di “sovranismo” presente nella compagine di Governo. Solo adesso stiamo capendo e misurando quanto fossero giuste le preoccupazioni del Presidente Mattarella.

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