SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

 

La commedia di Shakespeare. comprende tre distinte storie, che convergono verso la celebrazione del matrimonio tra Teseo, duca di Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni. Lisandro e Demetrio, giovani ateniesi, sono innamorati della stessa donna: Ermia. La quale, però, ama solo Lisandro, mentre la sua amica Elena è innamorata di Demetrio. Il padre di Ermia, Egeo, impone tuttavia alla figlia di sposare Demetrio. Allora lei fugge per i boschi con Lisandro, seguita da Elena e Demetrio. Le due coppie presto si smarriscono nel buio e nelle loro schermaglie amorose. Nel contempo, Oberon, re degli elfi, e la moglie Titania, regina delle fate, fanno tappa nello stesso bosco in cui si trovano i quattro ragazzi. Vi si sono recati per prendere parte alle nozze di Teseo e Ippolita, che si terranno entro brevissimo tempo. Oberon vorrebbe che il servo indiano di Titania diventasse suo paggio, ma Titania si oppone. Oberon allora le spreme sugli occhi il succo del fiore di Cupido, che ha la magica proprietà di far innamorare chiunque ne sia asperso della prima persona che incontrerà al momento del risveglio. Con questo stratagemma Oberon intende farsi cedere il servo indiano da Titania. Nel frattempo una compagnia di artigiani si sta dando da fare per mettere in scena una rappresentazione teatrale sul tema di Piramo e Tisbe per festeggiare il matrimonio. L’accozzaglia colorita si riunisce nella foresta per le prove dello spettacolo.

Ho voluto riportare la trama di questa famosa opera di Shakespeare perché penso sia difficile comprendere subito il susseguirsi di eventi, di fatti, di ruoli e di comportamenti dei vari personaggi; l’ho voluto fare perché in fondo sembra quasi una trama simile ed al tempo stesso incomprensibile a quella che stiamo vivendo da almeno sei mesi. Andiamo un po’ indietro nel tempo, in particolare ai mesi che hanno preceduto l’insediamento dell’attuale Governo e cerchiamo di leggere non solo gli obiettivi ma anche il respiro programmatico che i due schieramenti, il Movimento 5 Stelle e la Lega, avevano disegnato e promesso sia in campagna elettorale che nei primi giorni di esperienza governativa. Evito di analizzare la fase antecedente al 4 marzo, alla data cioè delle elezioni, e mi limito ad esaminare quella dell’entusiasmo e dell’ottimismo dei primi sessanta giorni di governo, quei giorni tanto simili alla commedia shakespeariana almeno per la dimensione caotica dei ruoli, per la ricchezza di evoluzioni, per la casualità anche delle date: “mezza estate”. Un sogno carico di aspettative che come tutti i sogni in pochissimo tempo si sono rivelate irraggiungibili. Shakespeare si diverte a dare ai suoi personaggi finalità e ruoli complessi, si diverte a costruire trame articolate e poi ricorre ad un mondo fiabesco per vestire nel migliore dei modi il suo spettacolo. Nella realtà che abbiamo vissuto negli ultimi mesi e che giornalmente stiamo vivendo assistiamo ad uno spettacolo che risulta essere davvero “teatrale”, molto più teatrale di quanto da me sinteticamente descritto all’inizio. Solo alcuni esempi, cioè alcune dichiarazioni di membri dell’attuale Governo per chiarire meglio il concetto:

  • “Abbiamo la certezza che nell’affidamento dell’ILVA alla Società Arcelor Mittal sono state commesse gravi irregolarità”
  • “L’Avvocatura Generale dello Stato ci ha detto che, pur in presenza di procedure poco chiare, conviene mantenere la decisone presa dal precedente Governo”
  • “Riteniamo che la Trans Adriatic Pipeline (TAP) sia un’opera da bloccare perché inutile e di grande danno ambientale per il Salento”
  • “Purtroppo abbiamo preso visione, solo ora che siamo al Governo, di atti contrattuali secretati che non rendono conveniente e possibile il blocco della TAP”
  • “Il Terzo Valico dei Giovi lungo l’asse ferroviario Genova – Milano è un’opera da bloccare perché completamente inutile, un apposito Comitato di esperti sta effettuando una apposita analisi costi benefici”
  • “Abbiamo ritenuto opportuno chiedere un parere all’Avvocatura Generale dello Stato per verificare quali danni possano derivare da un cambiamento contrattuale con il Consorzio che sta realizzando il Terzo Valico dei Giovi”
  • “Il nuovo collegamento ferroviario Torino – Lione è un progetto vecchio ed inutile; una apposita commissione sta effettuando una analisi costi benefici. Questa decisone è condivisa con il Governo francese che nutre seri dubbi sulla utilità dell’opera”
  • “Con apposita nota formale il Governo francese non solo ha smentito quanto dichiarato da un rappresentante del Governo italiano ma ha fatto presente che il costo dei ritardi cumulati per tali approfondimenti graveranno sul Governo italiano”

Potrei continuare ad elencare la serie di comportamenti  che rendono questo teatrino simile alla trama di “un sogno di mezza estate”, ma preferisco fermarmi qui perché a differenza degli spettacoli teatrali, a differenza dei sogni, questi comportamenti hanno già prodotto un grave danno all’erario. Un danno che si aggira intorno ai 260 milioni di euro. Una stima minima così motivata:

  1. Blocco di oltre sei mesi dell’avanzamento dei lavori del Terzo Valico dei Giovi; un blocco privo di motivazione in quanto l’analisi costi benefici non doveva in nessun modo bloccare l’avanzamento dei lavori del lotto costruttivo (un danno stimato pari a circa 70 milioni di euro)
  2. L’assenza di risorse per l’avanzamento dei lavori, sempre del Terzo Valico dei Giovi, nel 2019 comporterà un ulteriore danno per il sistema di imprese coinvolte pari a circa 50 milioni di €
  3. La non copertura della tratta Brescia – Verona, una tratta che è stata già approvata dal CIPE e che dispone di un apposito atto contrattuale già sottoscritto dalle Ferrovie dello Stato e dal Consorzio di imprese che dovrà realizzare l’opera, comporterà un danno di circa 30 – 40 milioni di euro
  4. La non copertura della tratta Verona – Vicenza, una tratta che è stata già approvata dal CIPE, comporterà un danno di circa 10 milioni di euro
  5. La non copertura delle risorse relative al nuovo asse ferroviario Torino – Lione e quindi il blocco di gare già programmate e di lavori già in corso produrrà un danno certo di oltre 90 milioni di euro (in tale importo non si tiene conto della possibile perdita o ridimensionamento dei trasferimenti comunitari)

Sicuramente il Governo giustificherà il suo comportamento dicendo che ha preferito rinviare nel tempo tali investimenti infrastrutturali per evitare l’avvio di un processo di infrazione da parte della Unione Europea. La vera motivazione però è da ricercarsi nella scelta del Governo di garantire risorse non in conto capitale ma in conto esercizio per dare attuazione al “diritto di cittadinanza” e alla “abrogazione della Legge Fornero”.

Concludo con una triste considerazione: tutto questo non è un “sogno” e non è nemmeno “estate” ma, purtroppo, è il peggiore inverno della nostra economia.

 

 

2 commenti

  1. La scuola dei teatranti nasce dal soggetto genovese che inventa la favoletta per parlare di infrastrutture. I suoi discepoli non sono da meno.
    Il problema è che a teatro ci vanno poche persone e quindi pochi sono nelle condizioni di capire quello che sta succedendo.
    La maggior parte vive dei rimbalzi dei social dove armate di accoliti annunciano il verbo.
    Come è noto, quando c’è una rivoluzione, il primo obiettivo è la conquista della radio (oggi TV ergo social).
    Quindi, le analisi servono per discutere compiutamente dei problemi, ma le azioni devono essere ben diverse, meno formali, meno classiche e comunque più efficaci rispettto agli obiettivi.
    Siccome gli obiettivi (valori) rimangono la libertà e la democrazia, bisogna trovare gli strumenti giusti per perseguirle. Il tuo contributo è sempre illuminante, per cosa fare è necessario trovare i protagonisti
    Un caro saluto
    Ezio

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