Nelle scorse settimane diversi comunicati stampa hanno battuto una notizia comune: “La crepa di fiducia che si è aperta tra i piccoli risparmiatori italiani e il governo gialloverde si allarga. Perché chi teme il rischio Italia ora sono anche gli investitori istituzionali, cioè assicurazioni, banche di investimento, hedge fund, società di gestione del risparmio. Basta guardare all’esito dell’asta dei Btp Italia riservata proprio a questi soggetti: la domanda si è fermata a 1,3 miliardi. E sommando questa cifra agli appena 863 milioni raccolti in tre giorni presso i cassettisti, il totale ammonta a 2,1 miliardi. Il Tesoro se ne aspettava tra i 7 e i 9. Con eccezione del secondo collocamento, quando si arrivò a 1,7 miliardi, è il peggiore risultato di sempre tra le quattordici emissioni che si sono tenute dal 2012 ad oggi”. Una notizia del genere, a mio avviso, avrebbe dovuto produrre una immediata risposta da parte del Governo, non solo per tranquillizzare il Paese, ma per dimostrare, quanto meno, l’impegno a rivedere alcune linee programmatiche che sicuramente sono da individuare come causa di un simile crollo della credibilità. A denunciare questo crollo della fiducia non è stato solo il Commissario della Unione Europea Pierre Moscovici, non è stato solo il Presidente della Commissione Jean Claude Juncker, non è stato solo il Presidente del Consiglio della Unione Europea Donald Tusk, non sono stati solo i 18 Paesi dell’Eurozona (mai successa questa piena sintonia di tutti gli Stati dell’Eurozona), ma normali soggetti, normali organismi che hanno misurato direttamente la “non convenienza” ad acquistare un prodotto finanziario ormai non più capace di garantire “condizioni di convenienza”.  É venuta meno la gratuita denuncia sia del Vice Presidente Salvini che del Vice Presidente Di Maio di un complotto dei burocrati della Unione Europea o delle lobby finanziarie internazionali tutte mirate a mettere in crisi l’attuale compagine governativa, l’attuale maggioranza. Ormai siamo di fronte ad un termometro oggettivo quello di chi non preferisce rischiare i propri risparmi, quello di chi misura giorno dopo giorno le anomalie comportamentali dell’attuale squadra, quello di chi non riesce a capire scelte quali: il blocco dei lavori della linea ferroviaria Torin – Lione, il blocco dei lavori del Terzo Valico dei Giovi lungo l’asse ferroviario ad alta velocità Genova – Milano, il blocco nell’avvio dei lavori dell’asse ferroviario ad alta velocità Brescia – Verona – Vicenza – Padova, il mantenimento ancora in funzione di uno strumento come il Codice degli Appalti che praticamente, negli ultimi quattro anni, ha bloccato tutte le gare di appalto.

Quindi, non essendo in presenza di un complotto o di un attacco politico mirato ad un ribaltamento delle maggioranze, sarebbe opportuno che l’attuale Governo si convincesse che alcuni impegni assunti con l’elettorato invece di ridurre la povertà in questo Paese la amplificano e che spesso raggiungere il potere usando facili promesse crea, nel tempo, crisi irreversibili.

Scontrarsi con l’Unione Europea ritenendo che il nuovo Parlamento europeo e la nuova Commissione cambieranno l’atteggiamento negativo dell’attuale; scontrarsi con l’Unione Europea convinti che questa voglia bloccare la linea strategica italiana perché se risultasse vincente sconfiggerebbe anni di politica restrittiva portata avanti proprio dalla Comunità, significa non voler ammettere l’evidenza, significa non voler ammettere il fallimento della vendita di Btp.

Lo so che non è facile ammettere gli errori e non è facile convincersi che sta finendo, anzi è finita, la luna di miele e non è facile, dopo sei mesi, ammettere che quando si è portatori di linee politiche diverse non basta un “contratto” per annullare le reciproche schizofrenie.

Occorre quindi un atto di responsabilità da parte dell’attuale Governo; il Ministro Tria ed il Ministro Savona sono, a mio avviso, consapevoli e, per la loro rilevante esperienza e capacità professionale, più responsabili degli altri membri della attuale compagine di Governo e sono sicuro che in loro è da tempo presente un tentativo di rivisitazione della impostazione della attuale manovra.

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