SPESSO IL CAMALEONTISMO NON È PAGANTE

Il confronto mediatico attraverso un quotidiano nazionale tra il Professor Marco Ponti e l’ex procuratore di Torino Gian Carlo Caselli mi ha davvero sconcertato. Sull’ Huffington Post l’ex procuratore ha contestato la Commissione tecnica del Ministero dei Trasporti incaricata dell’analisi costi benefici sul nuovo tunnel ferroviario Torin – Lione perché non avrebbe “i requisiti di terzietà che per definizione devono caratterizzare ogni analisi che voglia esprimere valutazioni corrette e affidabili” e riferendosi al Presidente della Commissione, Caselli precisa “Senza neppure l’ombra di una procedura concorsuale è stato il Capo della Commissione a designare personalmente ben 5 su 6 su componenti della Commissione, tutti soggetti che già avevano manifestato opinioni contrarie all’opera. Oltre a essere parte, a vario titolo, di un network riconducibile al “Capo” e a interessi ben poco conciliabili con quelli della TAV”. Di fronte ad una simile denuncia pensavo che il Professor Marco Ponti si sarebbe limitato, come tra l’altro ha fatto, a precisare che il mancato ricorso ad una procedura concorsuale avrebbe richiesto tempi lungi e costi elevati e che la scelta dei colleghi a lui legati era dovuta solo alla urgenza con cui il Ministro Toninelli intendeva ricevere un apposito parere sulla nuova infrastruttura. Invece no, Marco Ponti risponde precisando innanzitutto che i membri “non sono stati scelti direttamente dal responsabile, che certo ne ha suggerito alcuni nomi in base al curricula controllabili. Non tutti i nomi suggeriti sono stati accettati dal Ministero dei Trasporti e uno degli esperti non era tra i suggeriti”. Questa precisazione è veritiera e ritengo che anche a uno studente della scuola elementare capirebbe che un simile chiarimento non può che confermare integralmente il dubbio sollevato dall’ex procuratore. Di contro l’urgenza di un parere su un’opera che è un segmento di un Corridoio comunitario chiave della Unione Europea, un Corridoio che a tutti gli effetti rappresenta per le aree produttive attraversate il cordone ombelicale portante della crescita e dello sviluppo della maggior parte della intera Unione, ha imposto il ricorso ad un gruppo di valutatori scelti e condivisi su suggerimento del Professor Ponti; si è in realtà fatto ricorso ad un gruppo di  suoi colleghi, alcuni dei quali collaboratori di un suo network. La cosa ancor più grave è che il Professor Ponti non si limita a confermare quanto in realtà denunciato da Caselli ma, addirittura, attacca i passati Governi dichiarando: “La cosa più straordinaria è l’asimmetria tra quanta neutralità si pretenda oggi e quanta se ne sia pretesa dai governi precedenti: in particolare il Ministro dei Trasporti precedente Graziano Delrio, ha deciso opere per 132 miliardi di euro con pochissime analisi economiche – finanziarie (e quelle pochissime esistenti risultano molto datate e alcune eseguite dai costruttori stessi, senza che gli organi di stampa oggi attenti sollevassero obiezioni), facendosi certo, supportare da tecnici di grande valore, ma non in alcun modo rappresentativi di tendenze opposte”. Questo attacco al Ministro Delrio in realtà è un attacco diretto al Professor Ennio Cascetta che nel ruolo di Capo della Struttura Tecnica di Missione ha confermato per oltre il 90% opere già inserite nel Programma delle Infrastrutture Strategiche previsto dalla Legge Obiettivo; tutte opere inserite dopo approfondite analisi all’interno dei quattro Corridoi Comunitari che attraversano il nostro Paese e che costituiscono con gli altri cinque Corridoi il tessuto connettivo caratterizzato dalle Reti Trans European Network (TEN – T). Un attacco al Professor Cascetta che è davvero strano se si tiene conto che il Professor Ponti ha fatto parte determinante di quella Associazione diretta dallo stesso Prof. Cascetta denominata Società Italiana di Politica dei Trasporti (SI.PO.TRA). Tra l’altro nel  documento prodotto dalla Associazione “Le politiche dei Trasporti in Italia – Rapporto 2017” si può anche trovare un apposito capitolo redatto dal Professor Ponti dal titolo “Aspetti metodologici delle scelte pubbliche di investimento e riflessioni su alcuni casi di investimenti ferroviari” in cui il Professor Ponti approfondisce metodologie di pianificazione e propone una analisi critica focalizzata sulle infrastrutture ferroviarie eccependone la carenza di analisi finanziarie e costi benefici a base di esse e il carattere prioritario che queste conservano nel nuovo approccio prioritario delineato sempre in un capitolo dello stesso rapporto denominato “Scelte di investimento nel nuovo Codice degli Appalti”. In realtà come riportato nel Rapporto dallo stesso Cascetta l’obiettivo del lavoro svolto dalla Associazione e dai suoi membri aveva un preciso obiettivo “superare la eredità della Legge Obiettivo”.

Una eredità che però non sono stati in grado di superare in quanto, per oltre il 90%, le opere prioritarie sono le stesse di quelle previste dal Programma delle Infrastrutture Strategiche della Legge Obiettivo e tale conferma, come più volte ribadito, è motivata dal fatto che a tali scelte si era pervenuti dopo capillari approfondimenti effettuati a scala comunitaria sia nella istruttoria delle Reti TEN – T del 2004, durata due anni, sia nell’aggiornamento delle Reti TEN – T del 2013, durata quattro anni. Istruttorie che furono condotte al massimo livello con il supporto della Banca Europea degli Investimenti.

Ora dopo le ultime dichiarazioni del Professor Ponti, penso e mi auguro, che il Professor Cascetta dovrà, quanto meno, precisare ad un membro della sua Associazione perché non sono state prese in considerazione i contributi forniti nel Rapporto del 2017 e si sia preferito scegliere, sempre secondo Ponti, opere per 132 miliardi di euro con pochissime analisi economiche – finanziarie.

Meravigliano queste evoluzioni o involuzioni del Professor Ponti prima all’interno di una Associazione presieduta dal Professor Cascetta a supporto del Ministero dei Trasporti presieduto da Graziano Delrio ed oggi pronto a delegittimare l’operato portato avanti sia da Delrio che dallo stesso Cascetta.

Vorrei dare un consiglio al Professor Ponti, nel breve periodo, non nel medio né nel lungo, si accorgerà che il camaleontismo non paga.

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