Forse è arrivato il momento che la città di Roma chieda le dimissioni non del Sindaco Virginia Raggi ma della intera Giunta. Non possiamo come cittadini assistere alla consunzione della nostra città. Ho voluto usare la parola “consunzione” perché il suo significato si adatta benissimo con quello che stiamo vivendo. Infatti la definizione analitica riportata da Wikipedia precisa: la consunzione è conseguenza di gravi malattie organiche o di forme dismetaboliche con marcate alterazioni funzionali, di lungo decorso non curate efficacemente (tubercolosi polmonare e intestinale, diabete non curato, lesioni infiammatorie o degenerative del cervello, certe forme di malaria cronica) e la senilità. 

Tutti stiamo quindi assistendo inermi alla fine della capitale del Paese. Roma sta, anno dopo anno, crollando nel peggiore oscurantismo della sua qualità urbana. La colpa è delle Amministrazioni che si sono succedute negli ultimi venti anni, negli ultimi dieci anni, nell’ultimo triennio. Quindi un po’ di responsabilità ricade anche su chi governa la città da quasi tre anni. La caduta degli alberi denota chiaramente che la manutenzione del verde da almeno tre anni non viene fatta e, quindi, i sistematici crolli giornalieri di alberi non sono una naturale fine di una vegetazione matura ma sono solo una misurabile responsabilità di una Amministrazione comunale incapace di monitorare e gestire una componente essenziale non solo della immagine e dell’ambiente della città ma, addirittura, della sicurezza dei fruitori della città stessa. Ma potrei ripetere questa critica, questa constatazione per la rete stradale, per la offerta dei servizi di trasporto, per la raccolta dei rifiuti, cioè per tutto ciò che caratterizza l’indice di qualità di una realtà metropolitana e saremmo costretti ad ammettere che il livello di degrado raggiunto è davvero patologico e rischia di diventare irreversibile. Eppure pochi forse sanno che con la Legge 42 del 2009 “per assicurare alla Repubblica italiana una capitale funzionale e per garantire alla città una maggiore autonomia nella gestione del proprio territorio” è stata modificata la Costituzione italiana ed è stato inserito il concetto di “Roma Capitale” quale ente territoriale comunale speciale, cioè ente pubblico, appartenente agli enti autonomi, dotato di particolare autonomia, che amministra il territorio comunale della città di Roma ed al quale è attribuito il particolare status di Capitale della Repubblica.  Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 17 settembre 2010, ha adottato il primo decreto legislativo su Roma Capitale , il decreto nº 156, e nel 2013 è stato approvato il previsto Statuto di Roma Capitale e al comma 12 dell’articolo 2 si ribadisce: “ Roma  Capitale  indirizza  le   scelte   urbanistiche   alla riqualificazione del tessuto urbano, salvaguardando il paesaggio, le caratteristiche naturali  del  territorio,  l’esigenza  pubblica  di disporre di sufficienti parchi, giardini e spazi verdi oltre  che  di aiuole e alberature stradali.   Protegge e valorizza il territorio agricolo. Tutela gli animali e favorisce le condizioni di coesistenza fra le diverse specie esistenti”.

Quindi Roma Capitale ha un posto nella Costituzione italiana e gode, giustamente, di privilegi e di autonomia tali che le permettono di poter invocare strumenti normativi e, grazie a questa rilevante autonomia, affrontare e risolvere emergenze tecniche e finanziarie.

Dopo la ennesima caduta di alberi e dopo l’ennesimo ferito, la Sindaca Raggi ha dichiarato: “Molti degli esemplari caduti hanno circa 90 anni: sono stati piantati durante il regime fascista ed ora sono giunti al termine della loro esistenza. Si tratta di piante per le quali non bastano le cure ordinarie“. Accusata di non svolgere la giusta manutenzione sulle piante, Raggi ha spiegato sulla propria pagina Facebook che per molti alberi della Capitale, considerati malati, “serve un piano straordinario per l’abbattimento. Si tratta di piante per le quali non c’è alcun rimedio e per le quali non basta la manutenzione. Questi alberi li potremo sostituire piantandone altri, giovani e sani, al loro posto”.  “Un duro bagno di realtà”, ammette lo stesso sindaco, perché «inevitabilmente, cambierà anche il paesaggio di Roma. I pini secolari fanno parte del panorama di Roma ma così non si può andare avanti. Per fare la manutenzione dei 330mila alberi presenti a Roma servono fondi e, soprattutto, la possibilità di recuperare i ritardi dovuti ai decenni in cui troppo poco è stato fatto».

Allora penso che una simile dichiarazione sconcerti l’intero mondo politico che supporta il Sindaco Raggi, mi riferisco ai suoi assessori, ai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle e, sono sicuro, che terrorizzi l’intero mondo ambientalista; noi che invece viviamo a Roma stiamo ormai cadendo in una traumatica atarassia perché non immaginavamo che la città avrebbe raggiunto soglie di degrado così elevate su tutti i settori che caratterizzano la offerta e la qualità dei servizi, mi riferisco oltre al verde urbano, ai trasporti, alla rete stradale, alla pulizia, ecc.

Le ultime dichiarazioni del sindaco però ci hanno fatto sussultare, è come se di improvviso ci fossimo tutti svegliati e avessimo capito che è bene ed urgente che gli stessi grillini, coloro che nel giugno del 2016 hanno assicurato un voto plebiscitario a Virginia Raggi, convincano l’intera Giunta a dimettersi. Un’ora dopo, seguendo quanto dichiarato da esperti botanici, bisognerà dare corso al famoso bando ancora fermo per censimento, potatura e messa in sicurezza del patrimonio arboreo romano.

Il Parlamento negli anni passati, come precisato prima, ha ritenuto opportuno variare la Costituzione del Paese ed ha riconosciuto alla città un giusto ruolo ed una giusta funzione; un ruolo ed una funzione tipica di una capitale sommatoria di tante valenze funzionali nazionali e sovranazionali, non consentiamo ad un consesso inadeguato di distruggere, in modo irreversibile, un patrimonio del mondo.

2 commenti

  1. Grande Ercole, come condivido tutto ciò che hai scritto sua ns cara Roma!! Ne parlavamo anche l’altra sera! Speriamo che queste tue sagge e sante parole…sollecitino la coscienza di chi deve decidere! Un abbraccio! Giuseppe

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