L’ASSENZA DI INTERVENTI NEL MEZZOGIORNO FINALMENTE STIAMO SCOPRENDO LE RESPONSABILITÀ DEI GOVERNI DELL’ULTIMO QUINQUENNIO

Forse sta finalmente emergendo la verità sull’assenza dello Stato, soprattutto nell’ultimo quinquennio, nei confronti del Mezzogiorno. Per capirlo ritengo utile riportare alcuni contributi dei partecipanti alla Conferenza delle Regioni periferiche d’Europa svoltasi pochi giorni fa a Palermo. In particolare Marc Lemaitre, Direttore Generale per la politica regionale della Commissione Europea, (da me richiamato in un blog di una settimana fa) ha tra l’altro precisato: “Siamo nella situazione ideale per valutare come possiamo compensare il minore intervento pubblico nei prossimi anni del Programma europeo. Tra FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e FSE (Fondo Sociale Europeo) l’Italia ha 25 miliardi di fondi europei, di cui 18, cioè tre quarti è ancora da spendere questo può dare la differenza. Appena la nuova Commissione Europea sarà in funzione organizzeremo un incontro con la nuova Commissaria per la Coesione per lanciare un partenariato con l’Italia sulla politica di coesione per il Sud”. In realtà Lemaitre denuncia ancora una volta che su 25 miliardi sono ancora da spendere 18 (ritengo utile precisare che i restanti 7 miliardi sono stati impegnati ma spesi concretamente appena 4 miliardi)

Il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Provenzano ha subito ribadito “Appena sono arrivato ho avviato una ricognizione sui fondi al Sud, tra ordinari e straordinari. Quello che ne scaturisce è un’autentica emergenza e ora abbiamo cominciato a spostare le risorse dove servono”. Cioè il Ministro Provenzano denuncia chiaramente non solo il rischio della perdita di cospicue risorse finanziarie ma, al tempo stesso, l’assenza di un piano organico della spesa ed il ricorso a forme di trasferimento delle risorse davvero estemporanee; ancora più preoccupante è la presa d’atto di essere in piena emergenza in quanto la passata gestione è stata completamente incapace di attivare concretamente le risorse. In proposito Lemaitre ha subito fatto presente: “Cercare di evitare delle perdite finanziarie è veramente la priorità numero uno. Abbiamo degli obiettivi da raggiungere per la fine di questo anno in termini di spesa, soprattutto per  la Sicilia e dunque dobbiamo concentrarci su questo obiettivo. Poi dobbiamo fissare un Piano su 4 anni, gli ultimi 4 anni di programmazione assolutamente cruciali e durante i quali la larga maggioranza dei fondi dovrà essere utilizzata. Resta però in piedi il nodo delle risorse addizionali dell’Italia negli investimenti al Sud

L’assessore al Bilancio della Regione Sicilia Armao ha subito precisato: “Senza addizionalità il sistema dei fondi europei non funziona, Nella Nota di aggiornamento del DEF il Governo nazionale dice che le uniche risorse che può mettere in campo sono quelle già stanziate, cioè quelle della Unione Europea” Armao però non ha ricordato che  la Regione Sicilia resta sotto osservazione speciale perché c’è stato il blocco delle risorse comunitarie in seguito alle contestazioni sempre della Unione Europea su una parte della spesa del Programma 2014 – 2020. Ancora più preoccupante è quanto emerso in merito alla Regione Calabria: il Programma FESR e FSE è interrotto.

Ho voluto riportare in modo asettico queste dichiarazioni perché da esse traspare chiaramente che:

  • almeno nell’ultimo quinquennio sono state spese risorse limitate nel Mezzogiorno e che si rischia di perdere circa 18 miliardi di euro se non si definisce con la massima urgenza un Piano mirato alla attivazione concreta della spesa
  • Regioni come la Sicilia e la Calabria sono praticamente sotto osservazione e rischiano di non poter rientrare all’interno del sopra citato Piano
  • nel passato quinquennio, quello dei Governi Renzi, Gentiloni e Conte, sono stati assunti impegni non mantenuti, sono state sottoscritte intese formali tra lo Stato e le singole Regioni del Mezzogiorno a cui non ha fatto seguito alcun trasferimento addizionale di risorse, è stato solo utilizzato il tema dell’emergenza Mezzogiorno come semplice atto mediatico
  • i Governi che si sono succeduti nel quinquennio sarebbero usciti indenni da una simile assurda azione anti meridionalista se l’Unione Europea non avesse confermato i dati che sistematicamente più fonti denunciavano ma che quasi sempre il Governo ribadiva essere non veri.

Adesso non sarà facile recuperare cinque anni, non sarà facile trovare le risorse addizionali soprattutto perché già utilizzate per le iniziative assistenzialistiche (“80 euro”, “reddito di cittadinanza” e “quota cento”), non sarà facile perché questo Governo non può incolpare un passato gestito dagli stessi schieramenti politici: sia il PD che il Movimento 5 Stelle hanno infatti gestito in fasi distinte i cinque anni passati e l’ex Ministro Lezzi del Movimento 5 Stelle più volte ha ribadito in Parlamento la corretta attuazione degli investimenti nel Mezzogiorno e l’ex Ministro dello Sviluppo Economico ed ex Vice Presidente del Consiglio Di Maio ha sistematicamente elencato gli impegni assunti nel Mezzogiorno.

Grazie Unione Europea, grazie Direttore Lemaitre per questa encomiabile denuncia, in realtà avete così ridimensionato in modo sostanziale la credibilità di schieramenti che per anni avevano garantito scelte e strategie per il Sud e tutto è rimasto puro atto teorico. Peccato!

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