I PERCHÉ SENZA RISPOSTA

Ad osservare con una giusta distanza il sistema politico ed economico italiano, i recenti casi dell’Ilva, di Venezia, dei desiderata in tema di sviluppo economico  nel nostro Paese e delle conseguenti azioni della politica e soprattutto dei politici, sovvengono alcuni “perché” che al momento sono senza risposta.

Ne faccio un breve e non esaustivo elenco

  • Perché il Presidente del Consiglio Conte ed il Ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri continuano a dire che il Disegno di Legge di Stabilità 2020 assegna per le infrastrutture risorse per circa 50 miliardi di euro quando poi leggendo l’apposita TABELLA 1 si scopre che l’assegnazione alle Amministrazioni Centrali è pari 31,2 miliardi di € fino al 2038 e che il profilo finanziario, a sua volta, vincolato da un provvedimento del 2016 (il Decreto Legislativo 93 da me più volte ricordato) che impone la gestione delle risorse solo per “cassa”, garantisce risorse vere solo nell’anno 2020 pari a 720 milioni di € o, al massimo 3.220 milioni cioè un decimo di quanto strombazzato nel triennio 2020 – 2022 (vedi TABELLA 2)?tabella1

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  • Perché l’attuale Ministro degli Esteri Luigi Di Maio continua a ripetere in questi giorni che non c’è nessun Piano B per l’ex ILVA di Taranto e, al tempo stesso, dichiara convinto riferendosi ad Arcelor Mittal “Possiamo trascinarli in tribunale”; negli stessi giorni però, addirittura nelle stesse ore, il Presidente Conte prospetta una serie di Piani “B” come a titolo di esempio il coinvolgimento della British Steel o un possibile ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti ?
  • Perché il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si sia recato al centro siderurgico di Taranto per incontrare gli operai e chiedere loro dei consigli per superare l’attuale emergenza e, ancora più incomprensibile, perché il mondo della informazione abbia ritenuto encomiabile e coraggiosa una simile scelta ?
  • Perché il Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli denunci le gravi responsabilità dell’attuale gestore del centro siderurgico Arcelor Mittal e non ricordi che un simile atto contrattuale era stato rivisto dal suo predecessore a quel Ministero dello stesso schieramento politico, l’Onorevole Di Maio che, addirittura, aveva dichiarato che con la rivisitazione da lui effettuata si era riusciti ad evitare la cassa integrazione per oltre 1.000 unità lavorative, ed ancora, come fa Patuanelli a dimenticare che la causa di questa grave emergenza è stata generata dal suo stesso schieramento politico quando ha deciso di togliere la norma sul cosiddetto “scudo penale” ?
  • Perché il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti De Micheli si impegna a concludere con urgenza i lavori del Mo.S.E. e non ci dice nulla dell’assenza di attività nel periodo in cui era Ministro l’onorevole Delrio del suo stesso partito che dal 2015 al 2018 non aveva cercato di dare continuità all’opera ?
  • Perché i Ministri Costa, Patuanelli e Di Maio denunciano insieme la urgenza di completare il Mo.S.E. e non dicono nulla sulla assenza di azioni da parte dell’ex Ministro Toninelli, membro importante del loro stesso schieramento, che per ben 15 mesi non aveva fatto nulla per dare concreta continuità all’opera ?
  • Perché una struttura voluta dal Presidente Conte, durante il Governo Conte 1, chiamata  “Investitalia”, con una missione mirata a supportare le decisioni e le attività del Presidente del Consiglio nel coordinamento delle azioni di Governo e nelle attività di indirizzo politico e amministrativo, in particolare: analizzare, valutare e verificare progetti di investimento, programmi di avanzamento ed esigenze di ammodernamento delle opere pubbliche, un organismo normativamente definito un anno fa, non sia ancora operativo ?
  • Perché il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti abbia mantenuto in vita la Struttura Tecnica di Missione del Dicastero quando la struttura prima richiamata, cioè Investitalia, persegue gli stessi obiettivi ad un livello superiore per funzioni, aspettative e responsabilità nazionale?
  • Perché chi ha modificato il Codice Appalti, come l’ex Presidente del Consiglio Renzi continua ad invocare piani shock quando sarebbe necessario riformare totalmente le regole del mercato degli appalti e non solo interrompere gli effetti non desiderati ?

Tanti “perché” che non avranno forse una risposta e sono forse le spie più eclatanti non tanto della fase che al momento attraversa la politica nazionale e della qualità della rappresentanza parlamentare ed istituzionale, quanto per le ricadute che sicuramente investiranno le prossime generazioni. Nei prossimi anni, forse nei prossimi mesi, le nuove generazioni capiranno quanto sia stato dannoso per il Paese credere in uno schieramento privo di ciò che una volta chiamavamo “coscienza di Stato”.  Ma non dobbiamo essere pessimisti perché fortunatamente il nostro è un Paese democratico e come crea così annulla gli schieramenti privi di “coscienza di Stato”.

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