IL BAMBINELLO HA SCELTO UN ALTRO PIANETA

Da sempre durante le feste natalizie erigo un presepe; di solito cerco di caratterizzare la rappresentazione cercando dei legami con l’attualità o con riferimenti biblici; questo anno ho preferito ubicare l’intero presepe in un ambiente non terrestre perché ho pensato che il bambinello ha preferito scegliere, dopo 2019 anni, un altro pianeta. Ho anche capito i motivi di una simile scelta: ormai i governanti del pineta “Terra” sono davvero impresentabili. Solo a titolo di esempio ne elenco alcuni:

  • Donald Trump (Stati Uniti d’America)
  • Xi Jinping (Repubblica popolare cinese)
  • Ursula von der Leyen (Commissione Unione Europea)
  • Jair Bolsonaro (Brasile)
  • Emmanuel Macron (Francia)
  • Angela Merkel (Germania)
  • Nicolás Maduro
  • Vladimir Putin (Federazione Russa)
  • Recep Tayyip Erdogan (Turchia)
  • Bashar al-Assad (Siria)
  • Abdel Fattah al-Sisi (Egitto)
  • Fayez al-Sarraj (Libia Uno)
  • Khalifa Haftar (Libia Due)
  • Giuseppe Conte (Italia)

Potrei continuare nell’elenco di individui che oggi governano questo pianeta, non lo faccio perché è sufficiente questo elenco per convincersi del crollo che nel tempo ha caratterizzato la qualità e la capacità individuale di coloro che, anche democraticamente, noi terrestri abbiamo deciso di rappresentarci, abbiamo deciso di far ricoprire ruoli e funzioni che forse non meritavano di ricoprire.

Ho messo per ultimo il nostro Paese perché in fondo rappresenta il caso più delicato, il caso più critico perché nessuno poteva immaginare che un Paese come il nostro potesse essere rappresentato prima da uno schieramento formato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega e dopo quindici mesi da uno schieramento formato dal PD e dal Movimento 5 Stelle. Questa discutibile schizofrenia sarebbe stata forse anche accettabile se il rappresentante del Dicastero degli Affari Esteri non fosse stato  l’onorevole Luigi Di Maio. Non è la mia una critica alla persona, senza dubbio in grado di rappresentare un Movimento politico come 5 Stelle, ma non credo che l’onorevole Di Maio sia in possesso delle caratteristiche proprie di chi, a livello mondiale, debba e possa rappresentare il nostro Paese e debba anche creare le condizioni per costruire e sviluppare i vantaggi esistenti e possibili del nostro Paese nei confronti del mondo, nei confronti delle problematiche mondiali. Per questo nasce spontaneo un quesito: come mai, sia a scala nazionale che a scala mondiale, la nostra generazione si sia arricchita, in pochissimi anni, di tanta mediocrità. Molti diranno: ma la Merkel, ma Putin, ma Xi Jinping sono stati in grado di produrre scelte di grande spessore strategico; io a simili osservazioni rispondo che è sufficiente compararli con alcuni loro predecessori come Helmut Kohl, come Michail Gorbaciov, come Mao Zedong, per comprendere davvero quanto si sia tornati indietro o, peggio ancora, quanto non si sia riusciti a crescere in termini socio – economici e politici. Per il nostro Paese non c’è bisogno di andare molto indietro con il tempo, non c’è bisogno di ricordare Alcide De Gasperi o Gaetano Martino, non molti anni fa, infatti, abbiamo avuto Ministri degli Esteri personalità come Giulio Andreotti e Gianni De Michelis.

Indipendentemente dal Presidente Conte, quindi, diventa importante il ruolo del nostro Ministro degli Esteri che deve confrontarsi con Paesi governati da personalità di alto livello e nella maggior parte dei casi con atteggiamenti più simili a forme totalitarie.

La cosa grave è che una sommatoria di più soggetti mediocri non produce un soggetto intelligente e quindi questo brodo di mediocrità ha convinto il bambinello a scegliere un altro pianeta e forse giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, convincerà tutti noi a rinchiuderci in noi stessi per evitare di essere contagiati. Un isolamento che le persone più anziane come me hanno già intrapreso da tempo perché, solo per l’età raggiunta, siamo in grado di effettuare comparazioni tra i governanti del passato e gli attuali. Forse faremmo bene a trasferire queste nostre esperienze, queste nostre analitiche considerazioni alle generazioni più giovani. È, a mio avviso, un obbligo che non possiamo disattendere perché se non lo facciamo subito il futuro sarà sempre più tragico e, a differenza del bambinello del mio presepe, le nuove generazioni non potranno neppure scegliere un altro pianeta.

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