QUANDO UN MINISTRO DELLA REPUBBLICA DECIDE DI FARSI DEL MALE

Questo titolo trova una difendibile motivazione nelle dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini. In particolare il Ministro, intervenendo alla trasmissione Agorà di Rai 3, alla domanda se fosse favorevole al Ponte sullo Stretto e se lo ritenesse sostenibile, ha precisato: “Come ho detto più volte il Governo precedente ha stabilito una Commissione per valutare delle alternative progettuali, questa Commissione ha finito i lavori, li ha trasmessi al Parlamento e ci sono due ipotesi sul tavolo: una un Ponte a campata unica, ma non il vecchio progetto che non è attuabile a causa di una serie di elementi tecnici e finanziari, o un Ponte  a tre campate. Il Parlamento ci ha chiesto di avviare i lavori per uno studio di fattibilità che ci consenta di valutare non solo gli aspetti ingegneristici ma anche quelli ambientali, sociali ed economici. Questo studio sta per partire e alla luce di questo studio, piuttosto approfondito e complesso, valuteremo tutti insieme che cosa dobbiamo fare, ma nel frattempo, nel breve termine, in attesa della scelta abbiamo messo mezzo miliardo per migliorare l’attraversamento dinamico, con navi più lunghe green e treni più corti e dall’anno prossimo sarà possibile migliorare di un’ora il tempo di trasbordo treni”.

Appare evidente che queste considerazioni diventano un grave boomerang per il Ministro Giovannini, con la infelice frase “non il vecchio progetto che non è attuabile a causa di una serie di elementi tecnici e finanziari” ha dato un parere critico su un progetto che ha avuto tutte le verifiche possibili ed ha avuto anche formali approvazioni da sedi istituzionali competenti e da un Comitato di esperti di altissimo livello professionale e scientifico.

La cosa grave è che una simile dichiarazione generica e non difendibile è fatta da un livello istituzionale così elevato come quello di un Ministro e genera, automaticamente, delle reazioni che non credo trovino consenziente il Presidente del Consiglio Draghi.

Tuttavia, rimanendo sempre nel campo della superficialità e dell’approccio privo di adeguata informazione, il Ministro Giovannini parla di “Commissione nominata dal precedente Governo”; mi spiace ma non posso non ricordare che la Commissione invocata dal Ministro è stata nominata non da un Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM), non con un Decreto del Ministro competente (DM) ma attraverso lo strumento della “Determina”, cioè attraverso un atto varato da un Direttore del Dicastero e come tale privo di una rilevanza formale ed istituzionale adeguata.

Aggiungo poi una ulteriore osservazione: è in corso un contenzioso proprio sul riconoscimento delle spese sostenute per la redazione della progettazione e quindi ogni interferenza, ogni dichiarazione gratuita sulla effettiva qualità del progetto si configura come una grave ed immotivata interferenza.

Infine ritengo davvero strano, e qui la responsabilità è di chi ha fornito al Ministro dati poco difendibili, parlare della riduzione di un’ora del tempo di trasbordo dei treni nel transito sullo Stretto; ma ripeto questa, sono sicuro, è solo una leggerezza mediatica.

Ora io sollevo un appello a due riferimenti istituzionali: uno a livello dell’organo centrale, l’altro dell’organo locale: mi riferisco, in particolare, alla Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna e al Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.

Alla Ministra Carfagna chiedo se sia possibile che un suo collega di Governo possa decidere sulla non validità di un progetto condizionando in partenza il lavoro e l’approccio metodologico di uno studio di fattibilità ancora non partito.

Alla Ministra Carfagna chiedo se sia possibile, per un’opera così essenziale quale il collegamento stabile tra la Sicilia e l’Europa, continuare ad usare una logica inconcepibile quale quella del “non fare”, quella del rinvio sistematico per esaltare al massimo non la crescita ma la decrescita dell’intero Mezzogiorno.

Al Presidente Musumeci chiedo, invece, se sia possibile che un membro del Governo assuma simili decisioni senza tener conto che nel nostro ordinamento costituzionale esistono anche le Regioni ed in particolare anche le Regioni a statuto speciale, tra cui la Sicilia; ritengo cioè davvero umiliante per il Presidente Musumeci assistere ad un simile comportamento; un comportamento che ignora del tutto, ripeto, la esistenza di un organismo come quello di una Regione a Statuto Speciale.

Signor Presidente colgo l’occasione, di fronte ad un simile comportamento, per dare un consiglio: Lei sa bene che nella Conferenza Stato – Regioni, in alcuni particolari momenti decisionali come ad esempio l’esame e l’approvazione del Documento di Economia e Finanza (DEF), Lei può denunciare la non condivisione del Documento e bloccarne la approvazione e, al tempo stesso, può in quella occasione denunciare anche il comportamento scorretto di un Ministro della Repubblica, un comportamento che danneggia in modo irreversibile la crescita di una Regione di cui ancora per un anno Lei ricopre il ruolo di Presidente; un danno che l’assenza del ponte genera un costo altissimo, un costo annuale di oltre 6 miliardi di euro sul Prodotto Interno Lordo della Regione.

Il Ministro Giovannini, mi spiace, ma si è davvero, con questo comportamento, fatto del male perché il suo approccio non è in linea con quello del Presidente del Consiglio Mario Draghi e non credo che questa discutibile discrasia possa ancora durare a lungo.

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