REGIS IL SISTEMA INFORMATICO PER LA GESTIONE DEI FONDI NON FUNZIONA O NON HA FUNZIONATO IN PASSATO CHI DOVEVA AUTORIZZARE L’INSERIMENTO DELLE OPERE NEL PNRR

Intanto cominciamo prima fornendo un dato: sono pervenuti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, in particolare alla Ragioneria Generale, circa 164.000 proposte progettuali inviate dalle Amministrazioni centrali e territoriali, di queste proposte cica 68.000 riguardano realtà territoriali del Mezzogiorno e di queste proposte pervenute dal Mezzogiorno, nel mese scorso risultavano già inserite nel ReGis circa 12.000 progetti. Ho voluto fare questa premessa per far capire di fronte a quale dimensione numerica ci troviamo e, al tempo stesso, ritengo che una volta per tutte si dica, in modo chiaro, cosa sia e a cosa serve questa piattaforma informatica.

Ebbene ReGis è una piattaforma unica attraverso cui le Amministrazioni centrali e territoriali (Regioni e Comuni) devono adempiere agli obblighi di monitoraggio e rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati dal PNRR. La piattaforma ha il compito di:

Validare i dati e trasmetterli all’apposito servizio centrale per il PNRR

Realizzare i processi di programmazione delle risorse finanziarie del Piano e definire gli indicatori e gli obiettivi di performance e attivare al tempo stesso, le procedure per selezionare i progetti e raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano

Rendicontare le spese sostenute per i progetti

Registrare, in un unico spazio, i risultati ottenuti dalle attività di verifica e controllo per assicurare l’ammissibilità delle spese ed il reale conseguimento degli obiettivi

Gestire le richieste di erogazione delle risorse

Gestire gli esiti delle attività di audit di sistema ed i test di convalida rispetto all’effettivo conseguimento degli obiettivi.

Leggendo queste specifiche competenze del ReGis scattano immediatamente due considerazioni:

Ora capiamo perché la Unione Europea raccomandava come azione fondamentale per l’attuazione del PNRR una governance unica. Dalle competenze e dalle funzioni della piattaforma si comprende quanto questo accentramento delle conoscenze sia determinante per la efficienza dell’intero sistema istruttorio e della relativa trasparenza

La seconda considerazione è invece caratterizzata da un interrogativo: perché non abbiamo dato vita a questo strumento anche in passato, sì anche prima del PNRR. In fondo avremmo potuto fare abbondantemente a meno delle attività e delle funzioni di molti Dicasteri.

Questa lunga premessa per capire da un lato le denunce sollevate dall’Associazione Nazionale dei Comuni e dall’altro per verificare non tanto i tempi di messa in funzione della piattaforma informatica quanto i tempi che i vari Dicasteri della passata Legislatura hanno impiegato per autorizzare l’inserimento delle varie proposte nel PNRR.

Le denunce sollevate dal Presidente dell’ANCI Antonio Decaro ai Ministri Giorgetti e Fitto ed al Ragioniere Generale dello Stato Biagio Mazzotta sono davvero pesanti. Decaro, infatti, dichiara in una apposita nota: “Le inadeguatezze e le lacune del sistema complessivo di controllo, di monitoraggio e di erogazione dei fondi incidono fortemente sulla spedita attuazione del Piano. Inadeguatezze che possono diventare critiche ed esplosive proprio nella attuale fase di apertura dei cantieri”.

La denuncia di Decaro nasconde anche una preoccupazione reale: molti Comuni hanno già effettuato gare, per rispettare i tempi, senza il completamento della fase istruttoria prevista dalla piattaforma informatica prima descritta. Ma Decaro nella sua nota continua precisando: “Ancora oggi manca la predisposizione da parte di molte Amministrazioni centrali titolari di Misure PNRR dei Manuali operativi per l’inserimento dei dati nel sistema informativo ReGis” Per capire questa denuncia del Presidente Decaro bisogna precisare che il caricamento dei Codici Unici dei Progetti (CUP), cioè la identificazione di ogni dettaglio progettuale del Piano stesso, avviene a cura dei Dicasteri competenti e, allo stato attuale risulta che la operazione non è stata completata.

Ed allora viene spontaneo chiedersi: ma allora le dichiarazioni ottimistiche dei vari Ministri del Governo Draghi, attraverso le quali si fornivano piene e motivate assicurazioni sull’avvenuto trasferimento dei vari elenchi di opere con i relativi CUP agli organi territoriali, forse non contenevano dati certi? Penso, infatti, che questa sia la causa primaria delle difficoltà finora incontrate perché quelle legate all’accesso al ReGis o quelle legate alla navigazione ed all’inserimento dati penso siano superabili nel brevissimo periodo.

In realtà prima o poi avremmo scoperto che le assicurazioni dei vari Ministri sul raggiungimento dei vari obblighi di loro competenza per l’attivazione delle procedure operative legate alla attuazione concreta delle opere erano, come più volte ripetuto, solo interessanti atti mediatici, cioè annunci per motivare la loro esistenza

Prendiamo atto che i Comuni forse avevano anticipato procedure per l’affidamento dei lavori senza tener conto di una procedura che invece impone, finalmente nel nostro Paese, una istruttoria organica ed un controllo dell’avanzamento dei lavori davvero encomiabile

Prendiamo atto che forse il primo grande regalo che il PNRR ha già fatto al nostro Paese è quello di aver dato vita ad uno strumento, la piattaforma ReGis, che non solo eviterà di conoscere dopo anni il mancato avvio delle opere o il mancato rispetto dei cronoprogrammi, ma fornirà alle varie stazioni appaltanti ed al Paese una trasparenza nella gestione della spesa inimmaginabile e, a mio avviso, renderà nel tempo completamente inutile l’ANAC

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