NON RASSEGNATEVI AGLI ERRORI DI CHI CI GOVERNA QUESTO TRISTE PERIODO STORICO SI AVVIA ALLA FINE

Gli errori che sono stati commessi e che continuano ad essere commessi giornalmente da chi da oltre due anni gestisce la cosa pubblica sono tanti ed ormai non meravigliano più nessuno. Con questo mio blog cercherò allora di fornire un contributo a tutti coloro che, in buona fede, continuano a credere nell’operato di chi ci governa. In modo del tutto casuale, senza seguire nessuna logica temporale, senza seguire nessuna logica legata alla rilevanza dell’errore stesso, riporto alcuni esempi che, a mio avviso, hanno praticamente distrutto la credibilità e la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.

1. I vertici del Movimento 5 Stelle hanno chiesto nel maggio del 2018 l’impeachment del Presidente Sergio Mattarella; Salvini – pur criticando fortemente l’operato del Colle rinviò, pur condividendola, tale decisione.  Il Movimento invocò l’impeachment facendo riferimento all’art. 90 della Costituzione secondo il quale “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri”. In sostanza, spiegarono i 5Stelle, il Capo dello Stato venne accusato di aver impedito la nascita del nuovo governo mettendo quello che viene definito “un veto” sul ministro dell’Economia Paolo Savona e violando la legge nell’esercizio delle sue funzioni. Poi dopo due anni nell’aprile del 2020 il pentimento del Ministro Di Maio: “Nella vita delle persone da grandi errori nascono grandi opportunità. Da quell’episodio ho rafforzato il mio senso di responsabilità istituzionale e ho imparato a credere sempre di più nel ruolo di Mattarella”.

2. Il 21 luglio di questo anno il Presidente Conte, a conclusione della seduta del Consiglio dei Presidenti dei Paesi della Unione Europea, comunica i grandi risultati ottenuti dall’Italia: “La disponibilità per il nostro Paese di un Fondo finanziario comunitario di 209 miliardi di cui 81,4 a fondo perduto e l’ottenimento di una prima tranche di almeno 20 miliardi entro il 2020”. Poi nei fatti trattavasi solo di una proposta, di una proposta non condivisa dal Parlamento europeo, di una proposta che a metà novembre aveva trovato il veto di due Paesi della Unione Europea. La notizia del Presidente era quindi priva di ogni concretezza operativa.

3. In merito alla emergenza sanitaria e alle azioni urgenti necessarie per implementare in modo sostanziale la disponibilità di letti attrezzati per la terapia intensiva, è utile ricordare i dati: il nostro Paese disponeva, prima del marzo 2020 (prima della esplosione della pandemia), di 5.179 posti letto e decise di acquistarne subito 3.311; ad oggi ne sono stati ordinati 1.300 e realmente disponibili, dopo otto mesi, forse 450. Trattasi dell’acquisto di letti disponibili sul mercato e le motivazioni di una mancata attivazione legata all’assenza di medici e paramedici specializzati è solo ridicola perché dal mese di marzo a novembre, cioè in otto mesi. Sarebbe stato possibile preparare tali professionalità

4. Per quanto concerne la emergenza scolastica, in particolare della limitata dimensione delle aule e quindi del rischio di affollamento delle stesse, sarebbe bastato reperire la miriade di sedi pubbliche vuote e nell’arco di tre mesi sarebbe stato possibile attrezzarle in modo tale da rendere adeguati gli spazi

5. Alla luce della emergenza prodotta anche dalla pandemia nel marzo del 2020 è emersa la necessità di assumere almeno 35.000 – 40.000 nuovi docenti nel nostro sistema scolastico. Dal mese di marzo si è arrivati solo alla fine del mese di ottobre al primo concorso per la assunzione di 32.000 docenti. In realtà pur avendo tanti docenti già idonei in precedenti concorsi si è preferito effettuare un nuovo concorso e in tal modo si disporrà di tali nuovi arrivi forse fra un anno

6. Per quanto concerne il trasporto pubblico locale il mantenimento della soglia del 80% delle presenze all’interno dei mezzi era un dato che derivava da criteri di omologazione dei mezzi per i quali l’80% di occupazione degli spazi consente la presenza di 5 persone per metro quadrato, mentre i servizi ferroviari di lunga distanza Freccia Bianca e Freccia Rossa sono rimasti con tassi di occupazione pari al 50% mettendo in crisi sia Italo che Trenitalia e generando la più grande forma di discriminazione nell’erogazione dei livelli di servizio ferroviario che la Repubblica italiana ricordi.

7. La Legge di Stabilità per l’anno 2020, approvata entro il 31 dicembre 2019, prevedeva 19,7 miliardi di euro per nuovi investimenti, ma al 31 ottobre non erano stati prodotti i Decreti attuativi e quindi tali risorse sono rimaste sulla carta. In realtà trattavasi sempre di risorse limitate; infatti  in tutto questo anno ho denunciato sempre la inesistenza di risorse finanziarie per gli investimenti in infrastrutture nell’anno 2020, infatti la sopra citata Legge di Stabilità 2020 aveva sì approvato un volano di risorse di 19,7 miliardi di euro spalmati in quindici anni e, secondo le dichiarazioni e gli annunci del Governo, anticipabili tramite mutui con la Banca Europea degli Investimenti (BEI) o con la Cassa Depositi e Prestiti, ma in termini di concretezza, ripeto, non era e purtroppo non è ancora oggi disponibile nulla.

8. L’assurda gestione della emergenza legata all’impianto siderurgico di Taranto. Non mi dilungo sugli errori commessi nella fase Conte I° ma mi limito al modo con cui è stata ed è condotta la trattativa con Arcelor Mittal. Io prendo per buone le ultime notizie apparse su vari quotidiani nazionali: “lo Stato italiano è disposto a garantire un volano di risorse pari a un miliardo di euro, lo Stato italiano inserisce tra gli azionisti Invitalia, Arvedi sembra disposta ad entrare nel nuovo assetto gestionale”. Ebbene Arvedi in occasione della gara internazionale per la gestione dell’impianto siderurgico di Taranto era nel gruppo AcciaItalia guidato dall’indiana Jindal insieme a Cassa Depositi e Prestiti e Del Vecchio.   La cordata vincente, quella guidata da Arcelor Mittal, aveva offerto1,8 miliardi di euro, molto di più rispetto ad AcciaItalia. Ricordo anche che all’epoca la Unione Europea, con apposito atto formale, avvisò il nostro Paese sui rischi Antitrust europeo in caso di vittoria della cordata guidata da Arcelor Mittal, e i commissari, preposti alla identificazione della scelta più conveniente chiesero ai due gruppi di esprimersi sulla possibile proroga al 31 marzo 2018, ricevendo la risposta negativa proprio dal gruppo AcciaItalia. Sembra, quindi, davvero strano che questo tavolo possa operare in un modo così anomalo o quanto meno ricco di cambiamenti procedurali e di rivisitazioni comportamentali che, sicuramente, diventeranno oggetto di approfondimento, qualora si dovessero concludere con questa ricchezza di cambiamenti, proprio da parte dei vari organismi responsabili della trasparenza della Unione Europea.

9. Ed è triste, sempre all’interno dei 150 tavoli aperti presso il Ministero dello Sviluppo Economico, rileggere le dichiarazioni dell’ex Ministro dello Sviluppo Economico ed ora Ministro degli Esteri Di Maio rilasciate nell’ottobre 2018 “Whirlpool non licenzierà nessuno e ripoterà in Italia parte della sua produzione che aveva spostato in Polonia, sono orgoglioso ce l’abbiamo fatto”. Purtroppo il 31 ottobre del 2020 la fabbrica è stata chiusa definitivamente.

10. La grande sceneggiata degli “Stati Generali” e i quindici giorni trascorsi a discutere e a ricevere contributi da parte di tutti coloro che direttamente o indirettamente rappresentano la parte eccellente del Paese. Un lavoro coordinato da un validissimo manager come Vittorio Colao; una documentazione che dopo i quindici giorni è rimasta storia, è rimasta sommatoria di interessanti contributi e che forse è servita per regalare al Governo solo una sistematica presenza mediatica e nulla più

11. Il mancato utilizzo delle risorse comunitarie del Programma 2014 – 2020. È senza dubbio grave che dei 54 miliardi stanziati nel 2014 sia stato speso appena il 5%; ma questa sarebbe una responsabilità anche dei Governi Renzi e Gentiloni; invece nel settembre dello scorso anno, come ho ripetuto nei miei blog di quest’anno, all’Assemblea di tutte le Regioni periferiche della Unione Europea, Marc Lemaitre, Direttore Generale delle Politiche Regionali della Commissione Europea, ha ricordato che tra il 2014 e il 2017 l’Italia si era impegnata a realizzare investimenti nel Sud pari allo 0,47% del PIL delle Regioni del Sud ma non siamo andati oltre lo 0,38% (più del 30% in meno) La denuncia di Lemaitre era davvero grave se si considera che gli investimenti nel Sud sono calati in maniera consistente e oggi sono al livello più basso di sempre: meno dello 0,4 % del PIL, in Europa centrale siamo vicini al 4%, quindi 10 volte di più.  E alla fine del 2019 Marc Lemaitre ha scritto al Governo italiano precisando: “L’Italia continua a spendere male i fondi europei, impiegandoli di fatto come sostitutivi e non aggiuntivi rispetto agli investimenti pubblici nazionali”.

12. Dopo tanti no, dopo tanti attacchi all’alta velocità ferroviaria, il Governo ha deciso che è improcrastinabile la realizzazione dell’asse ad alta velocità ferroviaria Salerno – Reggio Calabria – Messina – Palermo – Catania e all’interno di una simile infrastruttura diventa fondamentale, come tra l’altro ribadito dall’ex Ministro Delrio, dal Ministro Franceschini, dal Vice Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Cancelleri, la realizzazione di un collegamento stabile e la Ministra De Micheli ha nominato una commissione per esaminare le possibili soluzioni tra cui anche quella in subalveo. La Ministra ha dimenticato che esiste un progetto definitivo approvato del ponte sullo Stretto, che è stata spostata una ferrovia per consentire la ubicazione di una delle due pile in località Cannitello, ha dimenticato che in realtà si erano avviati addirittura i cantieri. Con la istituzione della Commissione e con l’approfondimento su soluzioni già vagliate in passato e respinte perché inadeguate si blocca definitivamente la realizzazione dell’opera e si procura un danno all’erario di oltre 6 miliardi di euro l’anno (valore stimato del danno legato alla insularità della isola)

13. La grande gara ad assicurare una quota degli investimenti per infrastrutture al Mezzogiorno pari prima al 34%, poi con il Piano del Sud del Ministro Provenzano anche fino al 40%, poi secondo il Presidente Conte oltre il 40% e infine secondo la Ministra De Micheli anche oltre il 50%. Cosa strana però che leggendo le Linee Guida per la definizione del Recovery Plan si evince che sarà possibile inserire nelle proposte interventi nella maggior parte del Centro Nord; la motivazione è legata al fatto che solo nel Centro Nord sono disponibili progetti definitivi e cantierabili. In tal modo potranno essere inseriti nel Recovery Plan circa 74 miliardi di opere del Centro Nord e solo 5 miliardi di opere del Sud

14. La Ministra De Micheli ha varato un Programma di infrastrutture denominato “Italia Veloce” dell’importo globale di circa 200 miliardi di euro e lo ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio precisando che il Programma era supportato da 130 miliardi di risorse disponibili. In realtà le uniche risorse disponibili nel triennio 2020 – 2021 – 2022 non superano i 4,6 miliardi di euro.

15. Agli inizi del mese di ottobre il Presidente Conte ha assicurato che entro la metà di ottobre firmerà la nomina di almeno 40 – 50 commissari per la realizzazione di grandi infrastrutture. Addirittura la Ministra De Micheli ha precisato che già alla fine di settembre aveva trasmesso alla Presidenza del Consiglio la lista delle opere. In data 18 novembre apprendiamo dalla stampa che il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha risposto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti precisando che l’elenco non era condivisibile in quanto le proposte non erano adeguatamente motivate né sotto l’aspetto tecnico che economico e ha ricordato che il Decreto Legge “Semplificazioni” prevede il ricorso al commissariamento solo per opere “con un elevato grado di complessità progettuale e con particolare difficoltà esecutiva”. Praticamente i Commissari sono rimasti nel nutrito album degli annunci

16. Le risorse destinate alle aree metropolitane, le prime assicurate dal Presidente Renzi ma mai rese disponibili e poi quelle messe a disposizione del Presidente Conte. Abbiamo tanti provvedimenti, tante poste di programma ma finora non è possibile sapere quale sia il Capitolo di spesa, quali siano i reali trasferimenti nelle annualità 2019, 2020 e 2021. Forse il Presidente dell’ANCI De Caro farebbe bene a verificare in modo capillare quale sia la reale disponibilità finanziaria e quando sarà possibile disporre concretamente di tali risorse

17. L’assenza di risultati nella gestione del capitale d’Italia. Un misurabile bilancio negativo in tutti i settori, in tutti i comparti vitali della città con grandi danni per i fruitori della città stessa, con scelte praticamente non solo sbagliate e dannose ma anche nella maggior parte dei casi antitetiche alla crescita e allo sviluppo della capitale. Solo a titolo di esempio ricordo: il rifiuto delle Olimpiadi a Roma, la mancata realizzazione del nuovo stadio, la completa distruzione del verde, il completo degrado della rete stradale, l’abbandono ormai irreversibile delle periferie, ecc.

18. Gli imperdonabili ritardi accumulati nella realizzazione di opere strategiche, sempre durante i Governi Conte I° e Conte II° fanno ormai parte della storia delle gravi inadempienze del Governo, mi riferisco solo a titolo di esempio al blocco di oltre un anno del nuovo tunnel ferroviario Torino – Lione, al rallentamento dei lavori della Trans Adriatic Pipeline (TAP) in Puglia, al rallentamento dei lavori dell’asse ferroviario AV/AC Genova – Milano (Terzo Valico dei Giovi), al blocco dei progetti relativi all’asse ferroviario AV/AC Brescia – Verona – Vicenza – Padova e al nodo ferroviario di Firenze

Potrei continuare ad elencare la serie di negatività ma penso che già questi siano sufficienti a misurare la oggettiva criticità e ritengo che in passato, per uno solo di questi “errori” ci sarebbe stato una crisi o un rimpasto di Governo. Soffermatevi su questa limitata famiglia di “errori” e non vi chiedo di reagire perché se lo facessi commetterei il reato di istigazione alla eversione, ma vi chiedo di non rassegnarvi perché può darsi che questo triste periodo storico finisca.

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