La incapacità generazionale che caratterizza una delle “stanze” dei miei blog trova forse la massima rappresentazione in ciò che questo Paese ha vissuto e sta vivendo da ormai tre mesi. Per rendere misurabile una simile incapacità basta passare in rassegna i vari passaggi che testimoniano, in modo inconfutabile, tale constatazione.

  1. La atipicità di uno dei due schieramenti, quello della Lega, eletto all’interno di una maggioranza di Centro Destra che ha deciso di abbandonare tale schieramento per tentare una esperienza di Governo con un Movimento da sempre ostile al Centro Destra. Perdendo in tal modo l’appoggio delle due altre componenti politiche: Forza Italia e Fratelli d’Italia
  2. Il confronto del Movimento 5 Stelle prima con la Lega e poi con il Partito Democratico alla ricerca di una alleanza mirata a governare il Paese senza tener conto delle differenze sostanziali che erano alla base dei due schieramenti. Un tentativo senza dubbio possibile in un sistema democratico come il nostro ma quanto meno strano per il Movimento 5 Stelle che da sempre ha ritenuto irrituali queste forme di aggregazione
  3. La redazione di un documento definito dai due schieramenti contrapposti “Contratto” e consegnato ad un possibile Presidente del Consiglio scelto, in realtà, da tali schieramenti e non dal Presidente della Repubblica
  4. La stesura di un documento che elenca impegni programmatici senza dimostrare sia le modalità operative per garantirne l’attuazione, sia le coperture finanziarie necessarie per assicurare la realizzazione degli obiettivi senza incrinare l’assetto economico del Paese
  5. L’assurdo ricorso alla base elettorale per la condivisione del “Contratto” dimenticando, in tal modo, che il nostro Paese è una Repubblica parlamentare, cioè una Repubblica in cui agli eletti in Parlamento compete esaminare, approvare o bocciare i programmi di Governo
  6. La lunga altalena su alcune scelte quali, ad esempio, quelle relative al blocco di alcuni interventi strategici come quelli relativi alla nuova linea ferroviaria Torino – Lione, alla linea ferroviaria AV/AC Genova – Milano (Terzo Valico dei Giovi) o ad una serie di assi autostradali
  7. La non disponibilità a comprendere che l’articolo 92 della Costituzione lascia al Presidente della Repubblica un ruolo che non può essere in nessun modo sottovalutato o non capito. Danneggiando, tra l’altro, la immagine di una personalità di primo livello come il Professor Paolo Savona a cui, sin dall’inizio, andava detto che vi era una pregiudiziale invalicabile da parte del Presidente Mattarella
  8. Il lungo periodo di confronto interno da parte dei due Movimenti, in realtà per quasi due settimane i due schieramenti si sono scontrati su alcuni punti del Contratto ma, soprattutto, sulla scelta dei vari dicasteri, In particolare sulla distribuzione degli stessi in una logica completamente diversa dalla impostazione classica che caratterizza i due Movimenti

Ora sappiamo quanto sia elevata la capacità politico – istituzionale che caratterizza questi due Movimenti e abbiamo anche rilevato quanto sia pericolosa la loro inesperienza: tanto pericolosa non certo per la crescita dello spread quanto per l’atteggiamento preoccupato dell’intero assetto finanziario internazionale; una preoccupazione generata proprio dalla ingenuità e dalla superficialità di quel “Contratto” che veniva definito il riferimento strategico che avrebbe caratterizzato l’intera esperienza del Governo in questa Legislatura.

Sicuramente ci aspettano mesi non facili, mesi in cui assisteremo ad una campagna carica di se da parte dei due Movimenti: “se il Presidente della Repubblica avesse accettato la nostra lista di Ministri”, “se avessimo potuto varare i nostri provvedimenti legislativi”, “se avessero consentito l’avvio di un cambiamento storico”, ecc.

Forse questi prossimi tre mesi che ci separano da una verifica elettorale saranno utili per far capire ai due schieramenti che questi “se” sarebbero stati un vero boomerang in quanto avrebbero messo in evidenza il pressapochismo concettuale che stava all’interno di ciò che chiamavano “Contratto” e, soprattutto, sarebbe emersa, in modo inequivocabile, quanto fosse anomala e discutibile una alleanza nata solo per dare vita ad una esperienza di governo e priva di connotati concettuali e strategici comuni.

È utile quindi soffermarsi, con la massima attenzione, sulla superficialità con cui  i due schieramenti hanno gestito questa esperienza che ha fatto vivere alla nostra storia repubblicana, per la prima volta dal dopo guerra ad oggi, la peggiore crisi di sistema. 

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